Quntì significa Quinto. Era il soprannome di mio nonno e io mi chiamo Quinto. Quando ho scelto il nome per l’azienda, non ho cercato lontano. Era già lì, nel modo in cui la gente chiamava lui, in quel posto ai piedi dell’Ascensione dove è nato, cresciuto, e dove ha lavorato la terra per una vita intera. Portare quel nome in giro, sulle bottiglie, alle fiere, nei mercati, nei ristoranti, non è solo una questione di identità aziendale. È qualcosa di più personale. È tenere vivo un uomo attraverso un vino. È fare in modo che ogni bottiglia di Pecorino al MonteNero porti con sé non solo un territorio, ma una storia familiare precisa. Un nonno. Un nipote. Un posto che li ha tenuti insieme nel tempo. È un piacere, sì. Ma è anche un peso che sento, nel senso buono del termine. Quello di chi sa che il nome che porta non è solo suo. E che vale la pena onorarli entrambi, il nome e l’uomo.